Ha avuto avvio la nuova edizione di Odissea Terra, progetto promosso da Fondazione Pesenti Ets con Fondazione Corriere della Sera ed il sostegno di Italmobiliare Investment Holding, finalizzato a diffondere consapevolezza e stimolare partecipazione e azioni concrete riguardo la sostenibilità del nostro futuro e del nostro pianeta. Dopo il successo del primo anno, Odissea Terra prosegue con un nuovo ciclo di incontri, “Visionari”, che da maggio a novembre 2026 mette al centro persone capaci di leggere il presente, proiettandolo con lucidità e responsabilità nel futuro. “Visionari” nasce dal coraggio di riconoscere le fragilità e le possibilità del mondo e dalla scelta di condividerle, perché solo chi sente il mondo come parte di sé può decidere di prendersene cura.
Proprio questo primo appuntamento è stato un invito a riportare la sostenibilità alla dimensione essenziale della cura. Una cura intesa come diritto fondamentale, profondamente intrecciato alle condizioni di povertà e all’accesso alla salute, nei contesti più fragili ma anche nelle società più avanzate, dove tale diritto appare sempre meno garantito per tutti. A introdurre l’incontro “Salute, la sostenibilità nella cura” è stato Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione Corriere della Sera, che ha sottolineato il valore della collaborazione con Fondazione Pesenti e il significato profondo della parola “cura”, intesa non solo come assistenza, ma anche come partecipazione e responsabilità verso la società e il pianeta. «La sostenibilità è fatta anche di partecipazione», ha ricordato de Bortoli, evidenziando come il concetto di cura richiami l’attenzione al capitale sociale.
Carlo Pesenti, Presidente di Fondazione Pesenti, ha ringraziato la Fondazione Corriere della Sera per il sostegno al progetto e ha spiegato il percorso della nuova edizione di “Odissea Terra”. «L’edizione passata è stata un successo perché abbiamo affrontato in modo serio e competente temi che oggi non sono così “alla moda”, ma che devono essere affrontati per rendere sostenibile il nostro ambiente e la nostra società», ha dichiarato Pesenti. «Quest’anno approfondiremo la dimensione sociale della sostenibilità con l’aiuto di persone speciali, i “visionari”, che ci aiuteranno a comprendere il contesto attuale per intuire il nostro futuro».
Il Proemio dell’incontro è stato affidato ad Alessandro D’Avenia, scrittore e insegnante, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione ispirata all’Odissea di Omero e basata sul significato del viaggio umano, intrecciando il tema della sostenibilità con quello delle relazioni e della responsabilità reciproca. «La vita è un’odissea», ha spiegato D’Avenia, sottolineando come l’opera omerica rappresenti ancora oggi una metafora della ricerca di identità, delle relazioni e del ritorno a ciò che conta davvero. Nel suo intervento, il tema della sostenibilità si è intrecciato con quello delle relazioni umane e della responsabilità reciproca: «Una vita senza relazioni non è sostenibile perché basata sull’affermazione dell’ego che ha paura di morire».
A seguire, il giornalista Massimo Sideri ha moderato il dialogo con Don Dante Carraro, sacerdote, cardiologo e direttore di “Medici con l’Africa CUAMM”, e Silvana Signori, professoressa ordinaria di Business Ethics, Sustainable Business e Governing all’Università di Bergamo. Don Dante Carraro ha condiviso la propria esperienza nei Paesi dell’Africa subsahariana, raccontando le difficoltà dei sistemi sanitari locali e l’impatto concreto delle crisi energetiche, climatiche e geopolitiche sulla salute delle persone. «In Africa subsahariana l’anno scorso sono morte 260.000 mamme di parto», ha ricordato Carraro, sottolineando come l’accesso alla cura sia ancora oggi un diritto negato per milioni di persone. Dai problemi legati alla mancanza di carburante per alimentare gli ospedali, fino ai tagli agli aiuti internazionali, il suo intervento ha evidenziato quanto la salute sia strettamente collegata alle condizioni economiche, sociali e politiche.
Accanto alla testimonianza di Carraro, Silvana Signori ha approfondito il rapporto tra sostenibilità, salute e sistemi economici. «Possiamo anche disinteressarci della sostenibilità, ma l’insostenibilità si interesserà a noi», ha osservato la docente, spiegando come il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali abbiano effetti diretti sulla salute globale. Nel corso dell’incontro è emerso con forza il legame tra sviluppo economico, accesso alle cure e responsabilità collettiva. Dalla vulnerabilità climatica ai conflitti internazionali, fino alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari anche nei Paesi più sviluppati, il dialogo ha restituito una visione della sostenibilità come sfida che coinvolge ogni dimensione del vivere. A chiudere la serata è stato ancora il richiamo alla necessità di custodire e condividere visioni capaci di generare fiducia e futuro. «I visionari sono quelli che nei metri quadrati attorno a loro hanno visto una cosa, così bella o così brutta, che bisogna prendersene cura», aveva infatti ricordato D’Avenia nel suo intervento di apertura.
Con questo primo appuntamento, Odissea Terra 2026 conferma la volontà di promuovere spazi di confronto aperti e interdisciplinari sui temi della sostenibilità, coinvolgendo “visionari” che ci aiutino a vedere meglio ciò che ancora fatichiamo a vedere.