La cultura della Pace | Cecilia Sala

Quarto appuntamento de “la cultura della pace. Incontri con premi Nobel e leader internazionali. Il public program di de bello”. 

Domenica 28 settembre a greds art 671 si terrà l’incontro con Cecilia Sala, realizzato in collaborazione con «Molte fedi sotto lo stesso cielo», rassegna promossa dalle Acli di Bergamo.

Cecilia Sala è una reporter che ha documentato in presa diretta la caduta in mano ai talebani dell’Afghanistan e a dicembre 2024 è stata arrestata e costretta all’isolamento in un carcere iraniano per 21 giorni; porterà a Bergamo la sua testimonianza per riflettere sul tema irrinunciabile della libertà. Presentando il suo nuovo libro “I figli dell’odio”, Sala ci condurrà attraverso storie vere di giovani che vivono dentro fratture generazionali profonde: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, il collasso dell’Asse della resistenza che ha la sua testa in Iran.

La cultura della pace è il public program di “de bello. notes on war and peace”: un ciclo di incontri con Premi Nobel e leader internazionali per promuovere la pace globale, la riconciliazione e i diritti umani promosso da Fondazione Pesenti Ets con il sostegno di Italmobiliare.

Come spazio chiave per la riflessione e l’azione, gres art 671 cerca di trascendere il suo ruolo tradizionale di luogo d’arte, posizionandosi come un dinamico centro internazionale per lo scambio culturale, la diplomazia e la costruzione della pace. Gli eventi sono caratterizzati da discussioni dal vivo, interventi e sessioni di panel, che permettono al pubblico di confrontarsi direttamente con queste figure di spicco, di imparare dalle loro esperienze e di riflettere su come contribuire alla pace e alla giustizia globali.

Questa iniziativa è in linea con la mostra “de bello. notes on war and peace”, che offre una potente esplorazione degli effetti psicologici, emotivi e fisici del conflitto attraverso l’arte contemporanea. Collegando l’arte ai temi della pace e della guerra, gres art 671 funge da piattaforma per un dialogo significativo, non solo all’interno dell’Italia ma in tutto il mondo, collegando culture e voci diverse impegnate negli ideali di pace e comprensione.